Giorgio Scarpa

Giorgio Scarpa (Brisghella 1938, Castel Bolognese 2012) frequenta l’Istituto d’Arte di Faenza pensando di diventare pittore e ceramista, ma nel 1962 ottiene la cattedra di Disegno Architettonico e Geometria Descrittiva all’Istituto d’Arte di Oristano sorto in quell’anno. Accetta e la sua vita prenderà una direzione di studi che lo accompagnerà per sempre. Negli anni ’60 farà parte del Gruppo V di Rimini, diretto da Pino Parini, che collabora con il Centro di Cibernetica di Milano diretto da Silvio Ceccato. In seguito a questa fondamentale esperienza, comincia a studiare le figure topologiche e realizza le prime figure trasformabili.

Nel ’71 Bruno Munari vede una sua opera alla Galleria Sincron di Brescia e decide di scrivergli; nasce così una amicizia duratura che vedrà molti dei modelli progettati da Scarpa nei testi pubblicati da Munari. In seguito, ispirato da alcuni disegni di Paul Klee, inizierà lo studio sulla sezione del cubo creando catene esaedriche trasformabili. Si applicherà allo studio della bionica realizzando un modello inerente il riccio di mare che ispirerà, tra l’altro, uno strumento medico. Da queste esperienze nascono due due testi pubblicati dall’editore Zanichelli per la collana “Quaderni di design” a cura Bruno Munari. Nel 1980 si trasferisce all’Istituto d’Arte di Faenza e inizia ad insegnare al nascente ISIA Progettazione e poi Percezione Visiva. Nasce il suo interesse per la struttura del DNA che studia in modo scientifico realizzando modelli semoventi. L’ultima parte della sua vita è stata dedicata ad uno studio originale purtroppo rimasto incompiuto; i labirinti preistorici che considerava un codice.

Da alcuni anni Lorenzo Bocca e Pino Trogu, docente di design alla San Francisco State University, conducono ricerche sull’opera di Giorgio Scarpa presentate in occasione di convegni nazionali e internazionali suscitando grande interesse in campo scientifico e accademico.

 

Bibliografia:

Giorgio Scarpa, “Modelli di geometria rotatoria, i moduli complementari e le loro combinazioni”, Quaderni di Design n. 5, Zanichelli, 1978

Giorgio Scarpa, “Modelli di bionica, capire la natura attraverso i modelli”, Quaderni di Design n. 12, Zanichelli, 1985

Lorenzo Bocca, “Giorgio Scarpa, esplorazione (tra) gioco e ricerca” in “L’Eredità dei grandi Maestri”, Regione Emilia Romagna e Centro Alberto Manzi, atti del Convegno Nazionale, 2016

Lorenzo Bocca e Pino Trogu, “Gli oggetti trasformabili di Giorgio Scarpa: Geometria come Arte, Scienza e Gioco”, in Atti del Convegno Nazionale n. 31 Incontri con la matematica, Castel San Pietro Terme, 2017

Pino Trogu, “Giorgio Scarpa’s Model of a Sea Urchin Inspires New Instrumentation”, in Leonardo, volume 52, number 2, 2019, The MIT Press

Nelle immagini alcuni modelli di geometria rotatoria riprodotti da Lorenzo Bocca

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